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I consigli di Peo per andare a scuola

Misure di sensibilizzazione

  • Introduzione
  • Mappa dei percorsi
  • Educazione alla mobilità
  • Patente del buon pedone
  • Multe morali
  • Occhi vigili
  • Spazi amici
  • Condivisione auto
  • Progettazione partecipata
  • Manifestazioni ed eventi

Ogni cambiamento, anche nelle abitudini, viene più facilmente accettato se condiviso. Anche la promozione della mobilità lenta sul percorso casa-scuola necessita di consenso. Sensibilizzazione e partecipazione al processo progettuale diventano così strumenti fondamentali, parte integrante dello sviluppo di un Piano di Mobilità Scolastica.

In questa fase diviene determinante il contributo delle assemblee genitori: ad esse spetta il compito di promuovere il Piano di Mobilità Scolastica fra i genitori, la cui partecipazione è fondamentale alla riuscita del progetto.

Le proposte di seguito descritte costituiscono un repertorio cui attingere per sensibilizzare le famiglie e la comunità. Possono essere momenti di informazione, di riflessione, di progettazione o di gioco. ogni comitato saprà scegliere le forme di sensibilizzazione più opportune nella singole realtà locali.

A queste proposte possono riferirsi anche i docenti interessati alla promozione della mobilità lenta in ambito scolastico: auspicabile, anche se non sempre possibile, che assemblee genitori e docenti individuino un percorso comune su cui lavorare: chi con i genitori, chi con gli scolari.

Disegnare una mappa dei percorsi pedonali casa-scuola più sicuri (con l’aiuto dei bambini) è un buon modo per far conoscere il territorio, sviluppare la capacità e il senso d’orientamento e favorire la mobilità sostenibile. Se poi la mappa, oltre ai percorsi consigliati, indica anche il tempo di percorrenza a piedi (in minuti), essa diventa uno strumento utile per far comprendere a tutti gli utenti, genitori compresi, che spesso andare a piedi è più conveniente sia in termini di tempo, che di economicità.

Sapere che per andare a scuola a piedi sono necessari, nella maggioranza dei casi, dai 6 ai 10 minuti, può contribuire ad incentivare il cammino e a lasciare a casa l’automobile. Queste mappe, meglio conosciute come piani pedonali (plan pieton), stanno diffondendosi sul nostro territorio anche a servizio del tempo libero e del turismo urbano: è molto importante distribuire la mappa dei percorsi consigliati a tutti i fuochi, non solo alle famiglie interessate, per rendere noto quali percorsi, d’ora in poi, saranno utilizzati dagli scolari.

Noi adulti siamo l’esempio: le nostre abitudini, il nostro comportamento sulla strada e le nostre modalità di spostamento sono quasi sempre il principale modello di riferimento dei nostri figli.

Delegare l’educazione alla mobilità unicamente alla scuola e alla polizia è riduttivo: ogni genitore dovrebbe praticarla quotidianamente con il proprio figlio. Un’assemblea genitori può organizzare facilmente pomeriggi dedicati all’educazione alla mobilità delle famiglie. Percorrere a gruppi il tragitto casa-scuola, imparando insieme -genitori e figli- le regole da rispettare e i percorsi, è una azione concreta e molto efficace. A questo proposito si possono richiedere gratuitamente all’upi (Ufficio Prevenzione Infortuni) gli opuscoli relativi all’educazione stradale per i bambini in età prescolare e scolare.

Introduzione alla educazione alla mobilità per i bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni (upi)

  • iniziate presto con l’educazione stradale: ogni occasione va sfruttata
  • comportatevi in modo esemplare
  • spiegate la situazione con parole semplici e fate ripetere al bam bino quanto detto
  • durante gli esercizi abbassatevi all’altezza degli occhi del bambino
  • fate spesso gli esercizi nel quartiere dove abitate
  • non fate mai gli esercizi in punti sfavorevoli (p. es. immediata mente dopo una curva)
  • attenetevi al procedimento: mostrare fare insieme lasciar fare il bambino da solo – osservare
  • lodate il bambino, conferitegli autostima
  • aumentate gradualmente la difficoltà
  • vestite il bambino con abiti chiari e ben visibili; molti capi d’abbi gliamento dispongono già di materiale rifrangente
  • controllate e fate controllare la vista del bambino

I genitori sono i maestri di educazione stradale più importanti. Chi vuole ottenere un successo duraturo, deve ripetere di tanto in tanto e per un periodo prolungato gli esercizi con il bambino sul percorso casa-scuola

Il Progetto MaP ha elaborato la Patente del buon pedone e la Patente del buon ciclista, personalizzabili con la fotografia di ogni bambino. Si possono richiedere al segretariato del GMT-SI, per essere distribuite a fronte di un evento particolare quale, ad esempio, una giornata dedicata all’educazione alla mobilità durante la settimana europea della mobilità (16-22 settembre di ogni anno). I bambini potranno apprendere le regole fondamentali per muoversi nel traffico e svolgere piccoli esercizi pratici lungo il percorso casa-scuola.

In occasione di Sportissima 2009 il GMTSI ha organizza to, in collaborazione con il Gruppo educazione stradale della Polizia Città di Lugano, un corso pratico di educa zione alla mobilità e diverse attività ludico ricreative sul tema del movimento lungo il percorso casa scuola. La manifestazione ha avuto grande successo e, ai 250 bam bini partecipanti, è stata distribuita simbolicamente una “patente del buon pedone”. Potete scaricare all’indirizzo www.meglioapiedi.ch la “patente del buon pedone”, per sonalizzabile per ogni bambino con nome e cognome e fotografia: organizzare corsi pratici per genitori e bambini è semplice e di sicuro successo!

Vetture parcheggiate sul marciapiede, ad ostruire passaggi pedonali o carrabili o, addirittura, in mezzo alla strada: sono scene abbastanza frequenti nelle vicinanze delle scuole durante gli orari di entrata e uscita degli scolari. L’ammonizione e la multa morale sono un incentivo amichevole ad abbandonare queste pratiche maleducate.

I bambini possono apporre sul parabrezza delle vetture dei tagliandi che ricordano all’automobilista che il suo comportamento non è corretto: nei confronti dei bambini e, più in generale, dei pedoni, delle regole, della scuola.

Questo strumento dà spesso risultati insperati: molti adulti infatti provano disagio e vergogna nell’essere giudicati dai figli e dai loro compagni. È utile adottare questa misura di sensibilizzazione sia nel caso di eventi particolari - ad esempio la settimana europea della mobilità- che a supporto di azioni mirate all’interno del PMS, ad esempio a cadenza fissa settimanale, o mensile.

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I sorveglianti volontari sono persone adulte, genitori, nonni, persone socialmente utili che si mettono a disposizione per sorvegliare gli incroci e i punti critici durante gli orari scolastici di ingresso/uscita da scuola. Questi “occhi vigili” devono essere ben visibili e riconoscibili dai bambini come dagli automobilisti. È dunque importante che siano vestiti in modo adeguato (gilet catarifrangente). Spesso basta una buona comunicazione per organizzare un servizio di occhi vigili a sorveglianza dei punti maggiormente critici, contribuendo così in modo efficace a rendere più sicuri i percorsi casa-scuola consigliati, a garanzia di tutti gli allievi e di tutti i genitori.

 

A Cadenazzo, progetto pilota PMS, il Municipio ha indetto un pubblico concorso per l’organizzazione del servizio “occhi vigili” sul percorso casa-scuola: molte persone hanno aderito all’iniziativa, garantendo così il controllo dei punti di attraversamento maggiormente critici.

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La città contemporanea ha visto lo sviluppo di forme di gestione degli spazi sempre meno pubbliche e condivise e sempre più individuali: in definitiva l’automobile ci ha reso tutti un po’ egoisti e poco ci interessa di quello che succede in strada. Abituati a un’indifferenza e un egoismo abbastanza diffusi, anche quando andiamo a piedi difficilmente siamo propensi all’ascolto. Promuovere una città partecipe, attenta e amica significa anche proporre azioni che implichino forme di controllo sociale del territorio.

Questo è il principale obiettivo degli SPAZI AMICI. Si tratta di individuare, lungo i percorsi casa-scuola, una rete di commercianti disposti ad esporre sulla loro vetrina un adesivo o un logo che li riconosca come “spazi amici” lungo il percorso casa-scuola. Essi saranno disponibili ad aiutare, o molto più semplicemente sostenere, un bambino che avesse un attimo di difficoltà lungo il tragitto. La rete così creata serve a rafforzare e a promuovere ulteriormente l’andare a piedi, potenziando l’immagine di “città amica”, dove anche i negozianti possono diventare monitori della sicurezza locale a favore dei bambini. L'adesivo realizzato con la collaborazione di RSI e il cane Peo!

La condivisione dell’auto è una pratica che consente di ridurre il volume di traffico con evidenti benefici:

  • sostituisce da tre a quattro singole auto
  • contribuisce a ridurre il traffico
  • riduce le emissioni di Co2
  • contribuisce ad aumentare la sicurezza delle strade

La condivisione dell’auto è quindi un ottimo compromesso: favorire questa pratica fra le famiglie e presso il personale che lavora a scuola, potrebbe equivalere a ridurre almeno di un terzo le auto in circolazione! È un importante contributo all’avvio del circolo virtuoso. Naturalmente non si deve pensare che i genitori -tranne qualche caso isolato- decidano da soli di condividere l’auto. L’ assemblea dei genitori può organizzare delle griglie in base alla provenienza dei bambini e alla modalità di spostamento scelta: verificata la necessità della condivisione dell’auto in alcune strade o quartieri (ad esempio, quando 4-6 bambini si muovono verso la scuola in automobile provenendo da un solo isolato o da una medesima strada) si può suggerire ai genitori confinanti di fare “a turno” ad accompagnare i bambini non più verso la scuola, ma verso le fermate “scendi e vivi”, in modo che da lì i bambini possano raggiungere la scuola a piedi, in compagnia.

Occorre puntare innanzitutto sul progetto educativo. Fare progettare i bambini, ascoltarli, renderli partecipi, raccogliere i loro stimoli e tentare di organizzarli, non come puro esercizio di fantasia. Sarebbe auspicabile che ogni comune e ogni scuola arrivassero ad avere, a breve termine, un Piano di Mobilità Scolastica, frutto della partecipazione e dell’azione congiunta di bambini, genitori, docenti e autorità.

Sul nostro sito potrete scaricare alcune schede per organizzare attività, giochi, concorsi, progetti con e per i bambini della vostra scuola. Sono utilizzabili sia in ambito scolastico, durante le ore di lezione, che in ambito ludico, durante il tempo libero.

Investire nella comunicazione e condividere il piano di mobilità scolastica con la cittadinanza è fondamentale per ottenere successo. È necessario attivarsi per divulgare le idee, accoglierne nuove, metterle in rete. Utili sono tutte le occasioni che richiamano l’attenzione del pubblico. Dall’adesione a manifestazioni ufficiali esistenti (settimana europea della mobilità, giornate senz’auto etc.) all’allestimento di mostre o all’organizzazione di eventi particolari (come la chiusura di una strada, di un quartiere, di un’area attorno a una scuola).

Indire concorsi specifici in ambito scolastico, che abbiano a tema la mobilità lenta (strategie, benefici, progetti etc.) è altresì efficace. Si possono fare concorsi di disegno, di fotografia, di cinematografia, ma anche di risparmio di emissioni nocive o vere e proprie gare per premiare chi riesce a percorrere a piedi più chilometri in una settimana o nel corso dell’anno scolastico.