
07.06.11Partecipa alla Settimana Europea della Mobilità Lenta dal 16 al 22 settembre 2011
01.06.11 In soli 8 mesi di campagna, sono stati realizzati 24 PMS sul territorio cantonale!




La moderazione del traffico è una disciplina che consente di favorire la convivenza fra i diversi utenti della strada: nata negli anni settanta in Olanda, sviluppa il concetto di “strade abitabili” (divenuto noto con il termine olandese woonerf), caratterizzate dall’alta permeabilità degli spazi. Il termine “moderazione del traffico” viene dunque oggi spesso usato in modo non appropriato: come se l’obiettivo ultimo di questa disciplina fosse solamente una sicurezza puntuale, una misura volta, ad esempio, a percorrere o attraversare una strada in sicurezza.
L’obiettivo della moderazione del traffico dovrebbe essere invece il perseguire spazi democratici, di convivenza, che consentano a tutti gli utenti della strada, a partire dai più deboli, di avere le medesime possibilità di godere dello spazio pubblico: sicurezza, dunque, ma anche e soprattutto qualità. Il modello di sviluppo dello spazio stradale e pubblico cui ci siamo piegati, troppo a lungo, è stato “veicolo-centrico”. L’ auto privata ha invaso progressivamente spazi tradizionalmente destinati ai pedoni: le corsie carrabili sono state ampliate a favore della velocità e della scorrevolezza, si è persa la funzione sociale e urbana dei luoghi pubblici adibiti, troppo spesso, a parcheggi. Strade e piazze hanno perso la loro identità storica e si sono trasformate da teatro e scena della vita dell’uomo, in teatro e scena dell’automobile.
Le misure di moderazione del traffico possono contribuire a ristabilire un equilibrio, un principio di democrazia e di uguaglianza nell’uso degli spazi pubblici, favorendo la permeabilità, la possibilità di attraversamenti multipli, la fruizione e il godimento degli spazi per tutti gli utenti.

Disegnare strade “a misura di bambino” significa renderle accessibili a tutti, aumentando la qualità e l’attrattività dei luoghi. Uno spazio “a misura di bambino” non significa solamente continuo, sicuro, attrattivo, divertente, verde: significa che il parametro di progettazione è il bambino. La sua altezza, le sue capacità fisiche e motorie, le sue inclinazioni, i suoi interessi. Fra i cosiddetti utenti deboli della strada, i bambini sono quelli più esposti: diminuita capacità di vedere gli oggetti in movimento, impulsività, differente grado di concentrazione caratterizzano il loro comportamento nel traffico.
L’ Isola felice è una zona di rispetto, “a misura di bambino”, il cui centro è rappresentato dall’edificio scolastico. Essa può essere rappresentata graficamente da uno o più cerchi ipotetici tracciati attorno alla scuola, di diametro compreso fra i 300-500 e i 1000 metri. Un bambino in età scolare percorre, in media, 500 metri in 10 minuti. Nell’Isola felice il bambino dovrebbe essere in grado di raggiungere la scuola, a seconda della distanza, in un tempo compreso fra i 6 e i 20 minuti. All’interno di quest’area il parametro progettuale dovrà essere il bambino e la forma e le modalità di uso delle strade dovranno essere il più possibile rivolte al traffico lento, favorendo la continuità e l’attrattività dei percorsi pedonali e, se possibile, ciclabili. Andranno favorite le velocità ridotte: dovrebbe essere sempre garantita una velocità di 30 km/h e, nei casi in cui sia evidente la concentrazione di funzioni legate alla socializzazione, al tempo libero e al commercio al dettaglio, di 20 km/h (zone di incontro).
Gli spazi e l’arredo urbano dovranno essere particolarmente pensati per i bambini e per i genitori che, a piedi o in bicicletta, vorranno accompagnarli o raggiungerli: spazi di gioco, di sosta, di parcheggio coperto dei mezzi di mobilità lenta (biciclette, trotinette, pattini a rotelle), luoghi didattici e d’incontro atti a favorire la socialità. Luoghi recuperati alle vetture e alle infrastrutture a loro dedicate che oggi assediano gli spazi intorno alle scuole.
La soluzione alla limitazione delle auto attorno alle scuole che abbiamo individuato nasce dallo studio di numerosi esempi in area anglosassone, dove si è incentivato un sistema di carico/scarico dei bambini in zone sicure (fermate park and stride), messe in rete con la scuola attraverso un sapiente progetto di percorsi pedonali sicuri. Il Piano di Mobilità Scolastica propone l’istituzione di speciali punti di fermata/ raccolta -Scendi e vivi- dove i genitori che sono costretti ad usare l’auto per accompagnare o riprendere i figli a scuola possono fare scendere e risalire i bambini in sicurezza, senza alimentare il circolo vizioso e senza mettere in pericolo gli altri bambini che normalmente si recano a scuola a piedi. I punti di fermata e raccolta andranno individuati prevalentemente ai margini dell’Isola felice, salvo poche eccezioni.
Da queste fermate dovranno partire i percorsi sicuri che consentiranno agli scolari di proseguire verso la scuola a piedi (o di raggiungere il genitore al termine delle lezioni). Le fermate andranno realizzate in luoghi sicuri e appositamente dedicati. Non esiste comune che non abbia la possibilità di realizzare stalli sicuri in corrispondenza di parcheggi esistenti, o in altri luoghi idonei.
Nel caso in cui il parcheggio della scuola non possa essere chiuso al pubblico, una fermata Scendi e vivi potrebbe regolamentare l’uso del parcheggio stesso, rendendolo maggiormente sicuro. Il parcheggio resterebbe consentito al personale della scuola negli orari di lezione mentre, negli orari di ingresso e uscita degli scolari, potrebbe fungere da “rotatoria” per lasciare i bambini. È evidente che questa non è una soluzione ottimale e non è funzionale a riprendere i bambini al termine delle lezioni. Può unicamente contribuire a non sovraccaricare, in modo disordinato e pericoloso, gli spazi prospicienti la scuola al mattino.
Nella progettazione di un percorso pedonale casa-scuola più sicuro sono:
Rendere visibili e riconoscibili i percorsi è estremamente importante, consente al bambino di riconoscere e riconoscersi nel e ne aumenta la sicurezza.
La progettazione deve essere attenta, evitare la proliferazione dei segni e garantire il rispetto delle normative vigenti. È rigorosamente vietato l’utilizzo di colori che potrebbero confondersi con la vigente segnaletica orizzontale, in particolare il bianco e il giallo. È altresì vietato il ricorso a forme e disegni che potrebbero sovrapporsi o ricordare le forme normate per la segnaletica ufficiale, ad esempio il triangolo. Il materiale utilizzato per marcare il percorso deve rispettare gli standard relativi alla rugosità e all’attrito e non essere sdrucciolevole.Va da sè che il progetto deve essere autorizzato dalle autorità competenti e rispettare le norme vigenti.
Un passaggio pedonale dovrebbe sempre garantire la sicurezza: a maggior ragione in prossimità di una scuola. Purtroppo non è sempre così. Le cause più frequenti di incidenti in prossimità dei passaggi pedonali possono essere:
Rendere un attraversamento pedonale sicuro, soprattutto nel caso di un percorso casa-scuola, significa:
Il passaggio pedonale demarcato con strisce gialle (art. 77 cpv 1 OSStr) deve essere realizzato solo dove è realmente necessario e dove può garantire massima sicurezza ai pedoni.
In presenza di misure incisive di moderazione del traffico, è infatti più utile rinunciare alla demarcazione dei passaggi pedonali, per offrire al pedone la possibilità di attraversare liberamente la strada. L’esperienza dimostra che non è moltiplicando i passaggi pedonali che si rende più sicura la strada. L’ordinanza sulle Norme della Circolazione stradale (art. 47 ONC) prescrive l’obbligo di utilizzare un passaggio pedonale situato nel raggio di 50 metri dal punto di attraversamento e conferisce la precedenza al pedone sulle strisce pedonali solo se il veicolo non sia già così vicino da non avere lo spazio tecnico di fermata (oNC art. 6, cpv 1).
La reale necessità di istituire un passaggio pedonale (ad esempio ad un attraversamento critico sul percorso casa-scuola) è identificata dalla norma VSS 640.241:
Qualora non venissero soddisfatti i requisiti minimi richiesti dalle norme VSS per l’istituzione di un attraversamento pedonale (per esempio: numero insufficiente di pedoni o di veicoli all’ora di punta), la zona di attraversamento non può essere demarcata con fasce colorate trasversali o longitudinali al senso di marcia (fasce simili alle strisce gialle), ma è possibile la posa di un’isola spartitraffico per consentire l’attraversamento in due fasi.
Da un recente studio sul comportamento sulle strisce pedonali e sulla loro efficacia (Zurigo, 2009) è emerso che misure di moderazione del traffico applicate ai passaggi pedonali, quali rialzi della sede stradale e isole spartitraffico, favoriscono il rispetto delle regole da parte dei conducenti e un comportamento corretto e non affrettato da parte dei pedoni.
È utile monitorare sempre la situazione esistente, per verificare se sono rispettati gli standard necessari per garantire la sicurezza di un passaggio pedonale: a questo proposito si rimanda alla Direttiva per il rilievo delle caratteristiche dell’impianto e dell’esercizio dei passaggi pedonali del Dipartimento del territorio e al modulo “La sicurezza dei passaggi pedonali”, proposto da upi. Per gli interventi di moderazione del traffico sulle strade cantonali, rimandiamo alla pubblicazione “Moderazione del traffico” a cura del Gruppo per la moderazione del traffico del Dipartimento del territorio (2004) e alla normativa vigente.